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CSRD: una nuova era per la rendicontazione di sostenibilità
Il 10 settembre 2024 è stato pubblicato il decreto che recepisce la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) in Italia. Questa normativa estende gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità anche alle PMI quotate e introduce il principio della “doppia materialità”.
Il 10 settembre 2024 è una data da segnare in rosso sul calendario delle imprese italiane: il decreto legislativo che recepisce la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) nell’ordinamento italiano è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Questo importante provvedimento introduce significative novità per le imprese italiane in materia di rendicontazione di sostenibilità e rappresenta un importante cambiamento nel panorama della rendicontazione aziendale in Italia, portando con sé novità significative e obblighi di trasparenza che coinvolgeranno un numero crescente di aziende.
Cosa cambia con la CSRD?
La CSRD non è solo un aggiornamento della precedente Non Financial Reporting Directive (NFRD); è una vera e propria rivoluzione nel modo in cui le imprese devono comunicare il loro impatto ambientale, sociale e di governance (ESG). Con l’introduzione del principio della “doppia materialità“, le aziende dovranno ora rendicontare non solo come le loro attività influenzano l’ambiente e la società, ma anche come questi fattori impattano sulle loro performance economiche. Questo approccio mira a garantire che le informazioni fornite siano complete e utili per tutti gli stakeholder.
Chi è coinvolto?
Una delle novità più rilevanti è l’estensione degli obblighi di rendicontazione anche alle piccole e medie imprese (PMI) quotate, escludendo però le microimprese. Le PMI dovranno ora seguire gli stessi standard di rendicontazione delle grandi aziende, il che significa che la trasparenza diventa un requisito fondamentale per tutte le aziende che vogliono restare competitive nel mercato.
Tempistiche di Applicazione
Il decreto stabilisce un calendario di attuazione graduale:
- Dal 1° gennaio 2024: aziende già soggette alla NFRD.
- Dal 1° gennaio 2025: altre grandi imprese.
- Dal 1° gennaio 2026: PMI quotate, enti creditizi piccoli e compagnie di assicurazione captive.
- Dal 1° gennaio 2028: filiali di società madri non UE con ricavi significativi in Europa.
Questa gradualità permette alle aziende di prepararsi adeguatamente e di adattare i loro processi di reporting.
Sanzioni e Verifiche
Con la CSRD arrivano anche sanzioni per le aziende che non rispettano gli obblighi di rendicontazione. Le società di revisione e i revisori della sostenibilità dovranno garantire l’accuratezza delle informazioni fornite, e le sanzioni pecuniarie possono essere significative. Questo aspetto sottolinea l’importanza di una rendicontazione precisa e trasparente, non solo per evitare multe, ma anche per costruire fiducia con gli investitori e gli stakeholder.
Un Passo Verso la Sostenibilità
Il recepimento della CSRD è un passo cruciale verso un’economia più sostenibile e responsabile. Le aziende italiane hanno ora l’opportunità di dimostrare il loro impegno verso pratiche sostenibili, contribuendo a un futuro migliore per tutti. In un mondo sempre più attento alle questioni ambientali e sociali, la trasparenza e la responsabilità diventano non solo un obbligo legale, ma anche una chiave per il successo commerciale.
In SGR Efficienza Energetica, siamo pronti a supportare le aziende in questo percorso, fornendo consulenze e strumenti per una rendicontazione efficace e conforme agli standard europei. La sostenibilità non è solo una scelta, ma una necessità per il futuro delle imprese e del nostro pianeta.
Il Team di SGR Efficienza Energetica







