Tu cerca, noi ti aiuteremo a salvare il mondo
Chiudi
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) previsti dal Piano D’azione Nazionale per il Green Public Procurement (PAN GPP)
Building Management Systems / Energy Management / ESCO - EPC / Impianti Efficienti / normativa / Project financing
28 Maggio 2025

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) previsti dal Piano D’azione Nazionale per il Green Public Procurement (PAN GPP)

I Criteri Ambientali Minimi (CAM), previsti dal Piano d’Azione Nazionale per il Green Public Procurement (PAN GPP), rappresentano un pilastro delle politiche di acquisto sostenibile nella Pubblica Amministrazione. Obbligatori per legge, guidano scelte tecniche e gestionali verso soluzioni a basso impatto ambientale, promuovendo efficienza energetica, innovazione e risparmio di risorse pubbliche.

Premessa: il PAN GPP in sintesi

Il “Piano d’azione nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione (PAN GPP)” (GU Serie Generale n.193 del 19-08-2023) fornisce un quadro generale sul Green Public Procurement, ovvero lo strumento di politica ambientale per favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale, attraverso la definizione degli obiettivi nazionali e le categorie di beni, servizi e lavori di intervento prioritarie per cui definire i ‘Criteri Ambientali Minimi(CAM).


In particolare, il PAN GPP detta specifiche prescrizioni per orientare la spesa pubblica verso l’efficienza energetica e il risparmio nell’uso delle risorse; gli enti pubblici sono chiamati a:

  • effettuare un’analisi dei propri fabbisogni con l’obiettivo di razionalizzare i consumi e favorire la dissociazione tra sviluppo economico e degrado ambientale;
  • identificare le funzioni competenti per l’attuazione del GPP coinvolte nel processo d’acquisto;
  • redigere uno specifico programma interno per implementare le azioni in ambito GPP.

Il PAN GPP prevede infine un monitoraggio annuale per verificarne l’applicazione, con relativa analisi dei benefici ambientali ottenuti e delle azioni di formazione e divulgazione da svolgere sul territorio nazionale.

Criteri ambientali minimi (CAM)

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono dei requisiti ambientali da adottare nelle varie fasi del processo di acquisto per individuare la soluzione progettuale/prodotto/servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato. Sono detti “minimi” in quanto fanno riferimento agli elementi di base che dovrebbero caratterizzare le procedure di acquisto preferibili da un punto di vista ambientale.

La loro applicazione consente di diffondere le tecnologie e i prodotti migliori dal punto di vista ambientale e vuole produrre un effetto leva sul mercato, inducendo gli operatori economici a investire in innovazione e buone pratiche per rispondere alle richieste della pubblica amministrazione in tema di acquisti sostenibili.In Italia, l’efficacia dei CAM è stata assicurata grazie alle previsioni contenute nel “Codice degli appalti”: l’articolo 57 comma 2 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, infatti, ha reso obbligatoria l’ applicazione, per l’intero valore dell’importo della gara, delle “specifiche tecniche” e delle “clausole contrattuali” contenute nei CAM e per l’individuazione dei “criteri di aggiudicazione dell’appalto” da parte di tutte le stazioni appaltanti.

Struttura dei CAM

La definizione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) è una responsabilità della Direzione Economia Circolare, che per la loro formulazione si avvale di gruppi di lavoro specializzati. Questi team sono composti da rappresentanti ed esperti provenienti dalla Pubblica Amministrazione, istituti di ricerca, università e referenti delle associazioni di categoria degli operatori economici del settore di riferimento.

I documenti dei CAM, pur essendo sviluppati per diverse tipologie di appalti (dall’arredo urbano al servizio di illuminazione pubblica, passando dall’edilizia ai servizi di pulizia – solo per citarne alcuni) seguono una struttura di base simile, che include una premessa e i criteri ambientali minimi veri e propri, suddivisi per le fasi della procedura di gara:

  • Premessa: fornisce orientamenti e suggerimenti alle stazioni appaltanti per l’analisi dei bisogni, ulteriori indicazioni relative allo svolgimento della gara d’appalto e, quando non è previsto un documento di accompagnamento tecnico, illustra l’approccio adottato per la definizione dei criteri ambientali
  • Selezione dei candidati: stabilisce i requisiti di qualificazione soggettiva per dimostrare la capacità tecnica del candidato di eseguire l’appalto con il minimo impatto ambientale possibile (criteri non vincolanti)
  • Clausole contrattuali: offrono linee guida per l’esecuzione dell’affidamento o della fornitura nel modo più ecocompatibile. Queste clausole sono definite tramite criteri obbligatori, in conformità all’articolo 57, comma 2, del Codice dei contratti.
  • Specifiche tecniche: come definite nell’Allegato II.5 del Codice dei contratti pubblici (Dlgs 36/2023), “definiscono le caratteristiche previste per i lavori, i servizi o le forniture. Tali caratteristiche possono riferirsi al processo o metodo di produzione o prestazione dei lavori, delle forniture o dei servizi richiesti, o a uno specifico processo per un’altra fase del loro ciclo di vita anche se questi fattori non sono parte del loro contenuto sostanziale, purché siano collegati all’oggetto dell’appalto e proporzionati al suo valore e ai suoi obiettivi.” Queste specifiche sono definite tramite criteri obbligatori, in conformità all’articolo 57, comma 2, del Codice dei contratti.

Criteri premianti: rappresentano i requisiti finalizzati a selezionare prodotti/servizi con prestazioni ambientali superiori a quelle garantite dalle specifiche tecniche, ai quali viene attribuito un punteggio tecnico per l’aggiudicazione basata sul miglior rapporto qualità-prezzo. I criteri premianti non sono vincolanti, ma l’articolo 57, comma 2, del Codice dei contratti stabilisce che se ne debba tener conto, anche per la definizione dei “criteri di aggiudicazione dell’appalto”.

Nuovi CAM per l’efficienza energetica

Il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), emanato il 12 agosto 2024 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 29 agosto 2024, introduce le nuove direttive per gli appalti pubblici nel settore dell’efficienza energetica, noti come CAM EPC. I nuovi CAM sono entrati in vigore a partire dal 27 dicembre 2024 e riguardano l’aggiudicazione dei contratti di prestazione energetica (EPC) negli edifici della pubblica amministrazione. Questi includono la gestione, manutenzione e miglioramento dell’efficienza degli impianti elettrici e termici, nonché l’utilizzo di tecnologie avanzate per il monitoraggio e l’ottimizzazione dei consumi energetici.

Il contratto di prestazione energetica (EPC) è uno strumento che agevola la riqualificazione energetica di edifici o impianti, delegando la realizzazione degli interventi a una Società di Servizi Energetici (ESCo). La particolarità dell’EPC risiede nel fatto che la ESCo finanzia i lavori di efficientamento e recupera l’investimento tramite i risparmi energetici conseguiti. Questo consente al beneficiario, spesso un ente pubblico, di evitare spese iniziali. Lo scopo principale dei Contratti EPC è, infatti, la diminuzione del fabbisogno energetico dell’edificio oggetto di analisi, rispetto allo scenario baseline adottato come riferimento, grazie all’aumento dell’efficienza energetica e alla produzione in loco di energia da fonti rinnovabili, a parità di condizioni di utilizzo. In fase di stipula del contratto EPC si provvede alla definizione e regolazione dei risparmi economici generati dalla diminuzione dei consumi e degli indicatori di performance energetici (EnPI): per ogni EnPI sarà quindi fissato un valore minimo garantito, al di sotto del quale sarà eventualmente prevista l’adozione di penali che il Fornitore corrisponderà al Committente a copertura del mancato raggiungimento della performance garantita.

I nuovi CAM mirano a:

  • ottimizzare l’efficienza energetica degli edifici e degli impianti, migliorando la trasformazione e l’impiego dell’energia
  • promuovere l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili
  • ridurre le emissioni di gas serra e l’impiego di risorse naturali
  • diminuire l’impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita dei prodotti e servizi.

Tra i criteri premianti, sono considerati elementi come il superamento dei risparmi energetici minimi, l’autoproduzione di energia, l’adozione di sistemi di gestione automatica, e l’uso della metodologia BIM (Building Information Modeling) per l’analisi delle emissioni e la verifica dei risparmi.

Conclusioni

La spesa annua complessiva della Pubblica Amministrazione per utilities e servizi integrati sui quali impatta l’efficienza energetica è di oltre 11.300 Mln €: si stima un risparmio potenziale di oltre l’11% (1.200 Mln), da conseguire attraverso la riduzione della spesa corrente e la realizzazione/esternalizzazione di nuovi investimenti in efficienza energetica. La conoscenza e l’applicazione dei CAM nelle gare di appalto di lavori, servizi e forniture per le Pubbliche Amministrazioni diventa quindi fondamentale, così come l’affidamento a ESCO certificate secondo la 11352 per la realizzazione di contratti EPC.


A cura di L. Trovanelli

Vuoi più informazioni?

Prenota un appuntamento, ti richiameremo noi gratuitamente.

Ti potrebbe interessare

Ti potrebbe interessare