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Edifici a emissioni zero, stop ai combustibili fossili, fonti rinnovabili: cosa prevede la direttiva EPBD IV
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23 Febbraio 2024

Edifici a emissioni zero, stop ai combustibili fossili, fonti rinnovabili: cosa prevede la direttiva EPBD IV

Tra l’11 e il 14 marzo, il Parlamento Europeo si riunirà in sessione plenaria per l’approvazione della direttiva EPBD IV (Energy Performance Building Directive). Questa direttiva, una volta pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e adottata dagli Stati Membri, apporterà significative modifiche al quadro normativo relativo alla prestazione energetica degli edifici.

La principale finalità della direttiva è incentivare la riqualificazione energetica degli edifici, sia privati che pubblici, con l’intento di contenere i consumi energetici totali e le emissioni di CO2 dell’Unione Europea. Questo si inserisce nel più ampio obiettivo dell’UE di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Pertanto, gli Stati Membri saranno chiamati a implementare misure atte a garantire il conseguimento di obiettivi specifici, nell’ottica di progettare e realizzare edifici con fabbisogni energetici sempre più ridotti e un contributo crescente da fonti rinnovabili.

Riduzione dei consumi 

Riduzione dell’energia primaria media utilizzata dagli edifici, in base alla loro tipologia,  pari a:

Edifici residenzialiEdifici non residenziali
16% entro il 203016% entro il 2030
20-22% entro il 203526% entro il 2033

Edifici a Emissioni Zero (Zero Emission Buildings o ZEB)

I sistemi edificio-impianto dovranno essere progettati e realizzati con l’obiettivo di produrre emissioni nulle (o non significative) a partire dalle seguenti annualità

  • 2028 per edifici pubblici di nuova costruzione
  • 2030 per tutti gli edifici di nuova costruzione
  • 2050 per tutti gli edifici, compresi quelli esistenti

Stop ai combustibili fossili

A partire dal 1° gennaio 2025, non verranno più erogati incentivi per i sistemi di generazione alimentati da combustibili fossili. Questi sistemi dovranno essere gradualmente sostituiti, con l’obiettivo di arrivare alla loro completa eliminazione entro il 2040, tramite divieto di produzione e vendita. Attualmente, in Italia, circa il 68% degli edifici utilizza caldaie a gas naturale.

Sarà fatta eccezione per i cosiddetti ‘sistemi ibridi’, ovvero quelle combinazioni di tecnologie che sono in grado di produrre energia utile utilizzando una quota considerevole di fonti rinnovabili. Questo aspetto dovrà essere ulteriormente chiarito e quantificato attraverso parametri specifici che saranno definiti in futuro.

Fonti rinnovabili

Come previsto dalle nuove normative, gli edifici in futuro saranno ‘solar ready’, cioè predisposti per l’installazione di impianti fotovoltaici in copertura. L’anno in cui entrerà in vigore l’obbligo di installazione varierà in base alla dimensione e alla tipologia dell’edificio:

entro ilEdificiSuperficie
2026Nuovi PubbliciNuovi Non Residenziali> 250 m2
2027Esistenti – Pubblici> 2.000 m2
Non residenziali oggetto di intervento> 500 m2
2028Esistenti – Pubblici– > 750 m2
2029Nuovi edifici residenziali
Nuovi parcheggi coperti adiacenti agli edifici
2030Esistenti – Pubblici> 250 m2

Edifici intelligenti

Un elemento chiave nella performance degli edifici è sicuramente la gestione dell’energia interna attraverso sistemi smart. Questi possono portare a risparmi significativi, anche senza la necessità di interventi di revamping o riqualificazione di grande portata.

In questa prospettiva, è previsto un regime facoltativo, comune in ambito UE, per  valutare la predisposizione degli edifici all’adozione di tecnologie intelligenti. Questo viene fatto attraverso la definizione dell’indice SRI (Smart Readiness Indicator). Gli aspetti presi in considerazione includono:

  • Monitoraggio e Gestione Automatizzata: Gli impianti sono monitorati e gestiti in modo automatizzato per massimizzare le prestazioni e il contributo delle fonti rinnovabili
  • Comfort Ottimale: Le condizioni di comfort sono mantenute ottimali in base alle variazioni di utilizzo degli edifici e alle condizioni climatiche.
  • Modulazione dell’Energia: Gli edifici hanno la capacità, in una prospettiva di risposta alla domanda, di modulare gli assorbimenti di energia.
  • Interoperabilità: Tutti gli impianti tecnologici sono interoperabili attraverso l’implementazione di sistemi BACS e piattaforme di gestione avanzate.
  • Connettività Efficace: Gli edifici sono dotati di un’infrastruttura adeguata per una connettività efficiente con la rete di comunicazione.

Mobilità sostenibile

La Direttiva contempla inoltre l’implementazione di misure volte a promuovere l’installazione di sistemi per la ricarica dei veicoli elettrici.

Residenziali Nuovi o ristrut. importante> 3 posti autoalmeno 1 punto di ricarica pre-cablaggio per almeno il 50% dei posti auto
Non residenziali Nuovi o ristrut. importante> 5 posti autoalmeno 1 punto di ricarica ogni 5 posti autopre-cablaggio per almeno il 50% dei posti auto
Non residenziali > 20 posti autoalmeno 1 punto di ricarica ogni 10 posti auto

Deroghe

La Direttiva EPBD IV prevede alcune deroghe dagli obblighi previsti per determinate categorie di immobili. Queste includono:

  • Edifici Vincolati e Protetti: Gli edifici che sono sottoposti a vincoli di protezione.
  • Immobili Storici: Gli immobili che hanno un valore storico.
  • Edifici Temporanei: Gli edifici che sono destinati ad un uso temporaneo.
  • Chiese.
  • Abitazioni Indipendenti: Le abitazioni indipendenti con una superficie inferiore a 50 mq.
  • Case Vacanza: Le seconde case che sono occupate per meno di 4 mesi all’anno.

Inoltre, è prevista la possibilità di esentare l’edilizia sociale pubblica. Questo può avvenire nel caso in cui i lavori di riqualificazione comporterebbero un aumento sproporzionato degli affitti, rispetto al risparmio conseguibile nelle bollette energetiche.

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